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Archive for marzo 2016

 

l'uomo coi fiori

Io l’ho visto, come tutti voi, più d’una volta: l’uomo coi fiori. L’uomo con lo zainetto Nike e un mazzo di fiori, avvolto in carta verde. Era l’unica cosa colorata, forse viva, nel tunnel della metro invaso dal fumo e dal panico, tra la gente che camminava sui binari, e non c’era niente altro da vedere, se non sagome indistinte, e poco da sentire, se non echi lontanissimi, e il fiato della paura, che però forse era anche il nostro di noi che guardavamo, in cammino dietro quell’uomo, dentro una tragedia di cui non vedevamo nulla ma sapevamo tutto, come di solito succede a chi le cose le vive davvero, e vede solo tunnel bui e fumo, e magari le documenta per quello che sono, e tutti noi – che da casa c’abbiamo la visione panoramica, gli schermi divisi, i media accostati a far scintille tra loro (una volta si faceva per accendere il fuoco: si strofinavano i legnetti. Ora si fa con le notizie) – a guardare e immedesimarci, che è la nuova frontiera dell’informazione.

Così ero dietro l’uomo dei fiori, per molto tempo, almeno fino a quando qualcun altro è sbucato dal tunnel e ha fatto altre foto, altri filmati da guardare per immedesimarci tutti, #nousommesBruxelles.
L’uomo dei fiori portava i fiori nella metro delle nove, proteggendoli dagli spintoni, tenendoli ben alti, persino nel tunnel del buio. L’uomo dei fiori aveva la sua destinazione precisa, il suo cammino segnato, la sua fede incrollabile.
E io ho pensato a lui tutto il giorno: avrà consegnato i suoi fiori? Cosa gli avrà detto, cosa avrà fatto la persona a cui li stava portando? Lo avrà abbracciato, con tutti i fiori? Li avrà buttati via per abbracciarlo meglio, saperlo sopravvissuto con tutta la certezza del corpo, con quel modo di stringersi a un altro che è – sempre – trattenerlo qui, qui e adesso, al riparo dalla morte, dal caso, dall’instabilità del mondo?

E voi direte: ma come, ci sono tanti morti e tu pensi all’uomo coi fiori? Non sarai anche tu di quelli che mettono bandiere, e lumini, e si colorano il profilo su facebook o twitter, e sì, portano fiori?
Sì, io sono di quelli che portano i fiori. Quella mattina, a Bruxelles, c’erano in circolazione altre persone con un bagaglio speciale, una destinazione precisa, un cammino segnato, una fede incrollabile. Avevano un guanto nero, uno aveva un cappello. Non portavano fiori, ma esplosivo imbottito di chiodi.
E ora le anime belle mi diranno: ecco, loro portano esplosivo, tu che fai, porti i fiori? Sì, rispondo, io sono come l’uomo coi fiori. Nel tunnel buio io porterò sempre i fiori. Che la Storia (quella grande, lassù) è tutta tunnel bui e occasionali varchi di luce, esplosioni che ci mettono in fuga e binari lungo cui camminare col cuore stretto dall’incertezza, e la storia (quella piccola, quaggiù) anche di più, ma, infine, cosa saremmo senza quei fiori, quella promessa d’un abbraccio che ci sciolga dalla presa della morte?

Un uomo che amo molto – un uomo coi fiori – m’ha detto: se quei fiori sono arrivati a destinazione, l’umanità ha ancora una speranza.
Ecco perché io porterò sempre i fiori.

Se ci trovi dei fiori, in questa storia, sono tuoi.

 

qui il link per il video dell’uomo coi fiori: http://www.ilmattino.it/primopiano/esteri/bruxelles_attentato_metro_malbeek-1626387.html

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