Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for luglio 2011


Mi raccontavano della cara salma di Lou Reed che ieri è stata esposta al Teatro Antico di Taormina, suo coevo, in mezzo ad accordi di laminore settima stantìi e loop mannari sguinzagliati tra la folla attonita, che era lì convenuta a walkare ondewallsaid al più presto possibile: quelli del 1960 che lo avevano lambito, quelli del 1950 che lo avevano preso come uno scontro frontale, quelli del 1980 che lo avevano sentito solo nelle cassette, quelli del 1990 che lo hanno trovato su Youtube, come se fosse stato sempre lì (ma l'universo non è forse il YouTube di dio?).
  E invece, niente: da quel palco dove spesso vengono esposte opere liriche mummificate dentro sfarzosi costumi, orchestre di ottoni e attori di princisbecco, la cara salma di Lou non ha mosso un muscolo o una benda, non ha compiuto miracoli (spesso dall'aldilà son soliti farne, i cari estinti molto venerati), non è asceso nel cielo marino ornato di lune e stelle del sud. Semmai loro, il pubblico speranzoso, si sono trovati con un po' di musica inutile e ricordi ancora più inutili, e hanno lasciato lentamente la cavea, i cuscini pagati a peso d'oro, le stelle meridionali particolarmente persistenti, a differenza dei cantanti rock, fuori dal cimitero di YouTube.
Dunque, è chiaro che Lou è morto, anche se a sua insaputa (ma ho il sospetto che, a differenza di tanti altri morti contumaci, lui lo sappia benissimo), il che ci riporta alla nostra antica fissazione: la conta dei vivi e dei morti (come già si disse qui).

Sono indiscutibilmente morti, come si disse (e grazie al contributo degli amici):
   Gabriel García Márquez, Ralph Fiennes, Meg Ryan, Salinger, Juliette Binoche, Gheddafi, Mirigliani, Buttiglione, Moira Orfei, Silvana Pampanini, Maurizio Costanzo. Salman Rushdie (una prece). Loredana Bertè, Pippo Baudo. Eugenio Scalfari. E' morto Andreotti, ma c'è il dubbio che sia mai stato vivo. Biologicamente vivo, intendo.

Sono incontestabilmente vivi: Marlon Brando, Einstein, Caravaggio, James Stewart, Totò, Che Guevara, Leonardo, mia trisnonna Carmosina, Jane Austen, Osvaldo Pugliese, Alda Merini, Giovanni Jervis, Lucio Battisti, Tina Modotti, Frida Kahlo, Pasolini. John Lennon, Antonio Gramsci, Georges Perec (ma non diteglielo che si vede da fuori: si diverte come una matto a catalogare la morte, e a scriverne le istruzioni per l'uso), Italo Calvino. So per certo che Chopin è vivo, perché abita in soffitta solo con un pianoforte, e non ci fa dormire con le sue malinconie notturne in do minore.
Emily Dickinson ha aperto un blog di cucina, e le sue ricette hanno il potere di risanare. Peppinuzzu Garibaldi vive in Aspromonte, dove non c'è bisogno dell'incognito né della storia. Mia zia Lisabetta ogni tanto lo incontra, e lo saluta col saluto muto della gente di montagna. Gente eterna, in un certo senso, come certa gente di mare.

Read Full Post »