Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for giugno 2010

Testosterone al lavoro. Sul palo.

Io non sapevo chi fosse, il signor Filòcamo.
Mia suocera (ho divorziato ma si sa: i mariti vanno e vengono, una suocera è per sempre) è ufficialmente la sensale di elettricisti, idraulici, serrandisti, ammanigliatori, tassisti, incantatori di serpenti, lettori di contatori, trasportatori di bagaglio eccedente, cavatori di denti, minatori, avvitatori di tavolocce, portieri in seconda, persuasori di scarichi. Dunque, quando le ho detto: me lo chiami un elettricista che qui la plafoniera c'ha gravi problemi? (in realtà il corridoio da due mesi era praticamente il Piper, con la luce stroboscopica intermittente che qualche volta mi pareva d'intravvedere Patty Pravo sulla porta del bagno), lei ha reclutato, solerte, il signor Filòcamo.
"Viene domani, all'una e mezza".
All'una e mezza, con la casa che profumava di ragù, le gatte ad abbronzarsi sul balcone e il tg Uno che già parlava di cani da grembo, coni gelato e creme antiUVA, hanno suonato alla porta.
Sono andata ad aprire ciabattando, con la molletta verde nei capelli, gli occhiali da miope, i pantaloni della tuta vecchia.
"Chi è?" faccio con la voce della padrona di casa.
"Sono Filòcamo" risponde lui, coerente.
Apro senza pensarci.

Non so da dove, ma sono certa che, appena la porta s'è spalancata, è partita una colonna sonora. Forse era Nove settimane e mezzo, Joe Cocker.
Il signor Filòcamo stava diritto nel mezzo della soglia. Era un atlante di anatomia umana, pagine tre quattro cinque e sei: tricipite, bicipite, deltoide, grande pettorale. Che dico grande, grandissimo.
Ora, la brioscia non è mai stata un tipo muscolare. Mai. Ha (quasi) sempre privilegiato rituffi accuratissimi, portatori sani di sterni scarni, pance liquide, artigli, porri sul naso, muscoli da sollevatore di palloncini, bruttezze non scevre da complicazioni psichiatriche. Il sempiterno fascino del disturbo però pure del difetto fisico irreparabile.
Ma sarà la vecchiaia, la revancha degli estrogeni attempati, l'estate bacchica. Il regime che si avvicina, la pensione che si allontana, la crisi, il tgUno. Gli Ufo, i cerchi nel grano, Calderoli.
Insomma, la brioscia fu investita in pieno dal bradisismo ormonal-filocamesco.
Il signor Filòcamo con la sua falcata (in movimento era più un Doriforo di Policleto, ma iscritto all'agenzia di Lele Mora) superò la brioscia, percossa e attonita sulla soglia, poggiò il casco in un angolo e con un sorriso e un'abbronzatura da maestro di tennis disse: cominciamo?
La brioscia dovette fare un certo sforzo, per comprendere chi doveva fare cosa, e con chi. Lui con la plafoniera, in effetti.

Mentre dalla stessa parte di prima suonava un'altra colonna sonora (o forse era sempre Joe Cocker, non so), il signor Filòcamo è salito sulla scala di legno, con tutto un gioco al ralenty di sartori e quadricipiti del femore e adduttori lunghi. Che dico lunghi, lunghissimi.
Lui stava lassù, con la plafoniera, e la brioscia giù, con tutto un rimescolìo gastro-eto-estroprogestini
co.
Lei che di solito aveva a che fare col signor Petranìa, il signor Raniero, il signor Buttafuoco, il signor Rodolfo. Col geometra Mercurio, il portiere Masino, il compare Pudano. Tutti sopra i settantacinque, ma sotto il metro e quindici. Tutti bianchi, a parte le unghie e i denti. Tutti bravissimi, eh: negli anni avevano sostituito le sue serrature, sbrogliato le sue serrande, esplorato i suoi sifoni, domato le sue pulegge. Cercatofase coi suoi cercafase, combattuto il suo calcare, addomesticato i suoi contatori.
Mentre la brioscia tentava di sciogliersi i capelli e togliere gli occhiali da miope (nei film funziona sempre), di minimizzare le pantofolone di pile e pizzicarsi le guance, il signor Filòcamo, bilanciandosi sui fianchi stretti da ballerino, armeggiava con la plafoniera.
Non so se esiste uno standard europeo dei feromoni liberi, ma se c'è, ieri all'una e quarantacinque è stato superato, ne sono certa. Feromoni grossi come passeri, che volteggiavano attorno all'albero foppapedretti su cui stava appollaiato, come un lord Greystoke ma più meridionale, il signor Filòcamo, e sotto, nel sottobosco, mimetizzata col pile verde e le piastrelle e gli oranghi, la brioscia.
Joe Cocker cantava assieme a Patty Pravo nel corridoio, quando il signor Filòcamo ha detto qualcosa, e prima che la brioscia potesse capire, è accaduto.
L'esplosione.
La plafoniera è scoppiata tra le mani affusolate del signor Filòcamo, con un botto assordante, una nuvola di fumonero che ha tinto il soffitto e la maglia abbagliante del signor Filòcamo e una pioggia di scintille da mezzanotte ad Amalfi. La corrente se n'è andata in tutto l'isolato, gli antifurti delle palazzine a, b e c hanno cominciato a suonare la fine del mondo e i pompieri sono arrivati dopo cinque minuti, con l’autopompa municipale e le sciunette per abbattere le porte.
Non erano gli ormoni. Era proprio la corrente. Il signor Filòcamo non l'aveva staccata.
Domani viene il signor Petranìa a sistemare tutto.

Annunci

Read Full Post »