
La micizia è quando ci comprendiamo perfettamente, noi comunità costituita da donna e miciazze, e a volte da donna, figlio di donna e miciazze, senza bisogno di traduzioni: il felino è come il greco antico, una lingua perenne forgiata da popoli più sapienti e probabilmente mai estinti, a nostra insaputa. Si esprime in gesti, sguardi, carezze che muovono pellicce e vibrisse, a volte ancora meno: correnti di elettroni dal loro pelo alla nostra anima elettrica.
La micizia è quando dormono ai piedi del letto, i corpi caldi perfettamente ellittici – ché i gatti non perdono mai di vista l’armonia dell’universo, e tendono a ripeterla – e tutto il letto, la stanza, la casa prendono posto nel continente smisurato del loro sonno di felini, e non sono il letto la stanza e la casa che li contengono ma ne sono contenuti: abitiamo i gatti, per nostra fortuna, quando siamo ammessi così regalmente nello spazio vasto e misterioso del loro continente gattonirico.
La micizia è un legame inspiegabile col linguaggio degli uomini e forse dei cani. Solo le donne possono cercare di dirla, e comunque la sanno, in virtù del loro legame naturale coi legami di sangue e anima, con le mutue relazioni di cura e conoscenza eppure mistero, coi patti di vita e di morte del tutto invisibili agli occhi.
La micizia ha anche a che fare col senso dei luoghi: i gatti sanno custodirli, proteggerli da cose più oscure che stanno dietro altri schermi della realtà, altre bucce persino splendenti. Loro sanno, quando una giornata di sole è anche altro, e drizzano il capo e seguono con occhi d’oro i movimenti segreti delle altre creature che, di nascosto a noi, condividono il nostro cosmo.
La micizia è un dono prezioso, come sa chiunque possiede un gatto. O meglio, ne è felicemente, perdutamente, inesorabilmente posseduto.
Spettacolo e Meraviglia Anna…solo chi ha o chi ha avuto dei gatti può sapere con loro…grazie.
Bellissimo. Dai una voce di splendore alle parole che stanno a noi dentro.
se la donna comunica col gatto
un uomo col felino stringe un patto
se non rispetta il patto, oppure il gatto,
sarà tenuto a debita distanza
anche vivendo nella stessa stanza
se invece lo rispetta ed è sincero
avrà il calore di un amico vero
Salve, ho trovato il suo blog molto interessante e vorrei invitarla nel nostro Art Social Network, si chiama Leonida: http://www.leonida.eu
E’ un social network interamente dedicato alle arti (musica, fotografia,videoart, scrittura, blogger). Saremmo lieti se aprisse una pagina ufficiale del suo blog nel nostro social network (ovviamente linkata al suo blog per consentire al nostro pubblco di giungere al vostro blog) un modo come un altro per sponsorizzarsi.
Abbiamo una sezione “Writers” con diversi blog. La pagina è completamente gratuita.
Un Saluto e grazie.
Marzia
Quel socchiudere gli occhi quando li guardi, non è cosa per tutti.
Riferirò questo post ai miei tre gatti: chissà come lo prenderanno, spero che non si montino troppo la testa…
“I gatti lo sapranno…” scriveva Cesare Pavese.
Com’è vero quanto scrivi! Un saluto micioso.
Io ho amato alla follia due mici, e poi sono morti ……è stato un periodo straordinario…..
Buon giorno Anna
sto combinando un casino perchè non so a quale indirizzo mandare
questa email
Sono,su Twitter, refuge2012
Ieri ti ho inviato un messaggio dopo averti ascoltata su youtube
Ora sto leggendo i tuoi bellissimi racconti sul ComUnità
Mi ha colpita particolarmente “Nel giardino delle donne ferite”
ho lasciato questa mail sotto quel racconto ma temo non sia arrivata a destinazione,per cui ci provo qui sopra
Ti chiedo il permesso di poter dare voce e immagini al racconto su citato
(non sono una professionista,semplicemente mi diletto da un anno,con lavori di audiovideopoesie o racconti)
Mi dai il permesso di leggere e mettere in video
“Nel giardino delle donne ferite”?
Se si, ne sarò ben lieta,
se no, ti chiedo scusa per l’invadenza
Tanti saluti,
mary
la micizia e’ Empatia…..osservare ed ascoltare..liberamente e senza interesse sotteso se non quello di amare ed essere amati.. con la meraviglia di un bambino che attende di crescere…guardando tutto cio’ che lo circonda cercando di.comprenderne motivi e bisogni ….immaginando di poter dare il proprio “magico tocco” ma senza che l’altro debba chiedere……saper comunicare di esserci senza magari farsi notare se l’altro vuole stare solo ..vivere crescendo e condividendo…. in un solo respiro . in un solo battito……il momento che si presenta innanzi……sapendo di non essere mai soli….